L’idea di rappresentare gli altri mi accompagna da molto tempo. Fin da bambino ho sempre avuto interesse per ciò che riguardava la comunità, il funzionamento delle cose, il modo in cui le decisioni incidono sulla vita quotidiana delle persone. Non come ambizione, ma come curiosità naturale e desiderio di rendermi utile.
Crescere a San Benedetto del Tronto, lavorare presto nella pizzeria di famiglia, confrontarmi ogni giorno con persone diverse mi ha insegnato una cosa semplice: aiutare gli altri non è un gesto straordinario, ma un insieme di attenzioni quotidiane. Ascoltare, capire i problemi, provare a risolverli nel modo più concreto possibile.
"Aiutare gli altri non è un gesto straordinario, ma un insieme di attenzioni quotidiane."
Con il tempo questo approccio è entrato anche nella mia vita professionale. Lavorare nel settore delle infrastrutture digitali significa occuparsi di progetti che, pur essendo tecnici, hanno un impatto profondamente sociale. Portare la fibra ottica in un territorio non è solo posare cavi: è ridurre le distanze, offrire opportunità, permettere a persone e imprese di non restare indietro.
In questo senso, il mio lavoro mi ha sempre dato la sensazione di contribuire a mitigare le differenze tra centri grandi e piccoli, tra chi ha accesso ai servizi e chi rischia di esserne escluso. Un’esperienza che mi ha fatto maturare la convinzione che competenze, metodo e attenzione alle persone possano essere messi al servizio della collettività anche fuori dall’ambito professionale.
La scelta di candidarmi nel Consiglio direttivo del Comitato di Quartiere Salaria nasce da qui. Non da un progetto personale di carriera, ma dal desiderio di iniziare un percorso di rappresentanza partendo dal livello più vicino alle persone. Il quartiere è il luogo dove i problemi sono concreti, immediati, spesso piccoli, ma reali. Ed è anche il luogo migliore per imparare ad ascoltare davvero.
L’elezione a consigliere, prima, e successivamente a Presidente del Comitato di Quartiere Salaria, è stata per me motivo di grande soddisfazione. Ringrazio sinceramente tutte le persone che hanno riposto fiducia in me: quel consenso rappresenta una responsabilità, prima ancora che un riconoscimento.
Assumere il ruolo di presidente è un onore che porto con orgoglio e con piena consapevolezza dell’impegno che comporta. Non significa avere soluzioni pronte, ma mettersi a disposizione con serietà, costanza e spirito di servizio. Significa lavorare con dedizione, ascoltare, fare sintesi e portare avanti le istanze del quartiere con rispetto e continuità.
Mettermi in gioco nella rappresentanza significa per me continuare a fare ciò che ho sempre fatto, con strumenti diversi: lavorare con metodo, cercare soluzioni praticabili, fare da collegamento tra esigenze quotidiane e istituzioni. Senza slogan e senza scorciatoie.
Questo è il senso del mio impegno oggi. Un primo passo, consapevole e concreto, che tiene insieme ciò che sono, ciò che faccio e ciò che sento giusto restituire alla comunità in cui vivo.