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Infrastrutture 25 Giugno 2025

Orgoglio BUL Marche, completato il Piano Banda Ultra Larga nella regione

BUL Marche

Il Piano Banda Ultra Larga nelle Marche non è stato solo un progetto tecnico, ma un percorso lungo e complesso che ha coinvolto territori molto diversi tra loro. Anni di lavoro fatti di cantieri, confronti continui con le amministrazioni locali, problemi da risolvere sul campo e soluzioni da costruire, passo dopo passo.

Questo progetto ha interessato oltre duecento comuni marchigiani, portando la fibra ottica anche in contesti complessi dal punto di vista geografico e amministrativo. La chiusura del Piano colloca oggi le Marche tra le prime regioni in Italia ad aver completato questo percorso, ma il valore di questo risultato va ben oltre una classifica.

"Il Piano BUL non riguarda soltanto numeri, riguarda la qualità della vita delle comunità."

Il Piano BUL non riguarda soltanto numeri, chilometri di rete o percentuali di copertura in fibra ottica. Riguarda ciò che quella rete rende possibile: l’accesso a servizi digitali avanzati, la telemedicina, la didattica a distanza, lo smart working, la possibilità per le imprese di innovare e per i giovani di costruire il proprio futuro senza essere costretti a lasciare il proprio territorio. In altre parole, riguarda la qualità della vita delle comunità.

Dal mio punto di vista professionale, seguire questo percorso ha significato confrontarsi con una sfida di gestione complessa. Coordinare progetti di questa scala richiede metodo, capacità di mediazione e una collaborazione costante tra enti, istituzioni e operatori sul territorio. Le difficoltà non sono mancate: vincoli burocratici, caratteristiche orografiche, esigenze diverse da comune a comune. Superarle è stato possibile solo grazie al lavoro condiviso con colleghe e colleghi, che ogni giorno hanno contribuito a trasformare un piano articolato in un’infrastruttura reale.

Vedere oggi le Marche dotate di una rete in fibra ottica diffusa significa trasformare la fatica quotidiana in qualcosa di tangibile. Significa sapere che anche i centri più piccoli possono offrire le stesse opportunità delle grandi città, consentendo a un giovane professionista, a un’azienda artigiana o a una realtà produttiva locale di operare in modo competitivo senza rinunciare alle proprie radici.

Chiudere i cantieri e “accendere” una regione non è un gesto simbolico, ma il momento in cui un progetto diventa parte della vita quotidiana delle persone. È in quel passaggio, dal piano alla realtà, che si misura il valore del lavoro svolto e il senso di un’infrastruttura pensata per durare nel tempo.

Per chi desidera approfondire: